La sanità territoriale torna al centro dell’attenzione nei Comuni di Acquaro e Dasà, dove il servizio di Guardia Medica risulta assente da giorni, provocando forti disagi alla popolazione. A denunciare ufficialmente la situazione è il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, che ha inviato una segnalazione urgente e una formale denuncia agli organi competenti.
Secondo quanto riportato dal primo cittadino, la postazione di guardia medica situata nel Comune di Acquaro, competente anche per Dasà, è risultata chiusa in più occasioni. La circostanza è stata accertata sia attraverso segnalazioni dei cittadini sia tramite un sopralluogo diretto effettuato dal sindaco il 4 gennaio 2026, intorno alle ore 16. Una situazione analoga si era già verificata il giorno precedente, il 3 gennaio, confermando un disservizio non occasionale ma perdurante.
La chiusura della guardia medica sta generando notevoli difficoltà per le comunità locali, soprattutto per la popolazione anziana, che necessita con maggiore frequenza di assistenza sanitaria immediata, in particolare nelle ore notturne, festive e prefestive. Il quadro è ulteriormente aggravato dalla carenza di medici di medicina generale. Parte dei cittadini di Dasà e Acquaro risulta infatti attualmente senza medico di base a seguito della rinuncia del dottor Naccari, medico condotto del Comune di Dasà. Una situazione che lascia numerosi residenti privi di un punto di riferimento sanitario stabile.
Nel documento, il capo dell'esecutivo sottolinea come la mancanza della guardia medica e dei medici di base rappresenti una grave violazione del diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione Italiana e dalle normative sanitarie vigenti. Una condizione definita “non più sostenibile”, che richiede un intervento immediato e risolutivo da parte dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia.
L'amministratore chiede formalmente che venga garantita con urgenza la copertura del servizio di continuità assistenziale, evidenziando inoltre che quasi tutti i medici di medicina generale assegnati ai Comuni di Acquaro, Dasà e Arena non risiedono nei rispettivi territori, rendendo ancora più difficile l’accesso alle cure.
Ora si attende una risposta ufficiale da parte dell’Asp e l’indicazione delle iniziative concrete che verranno adottate per ripristinare un servizio essenziale per la tutela della salute pubblica. Nel frattempo, cresce la preoccupazione tra i cittadini, che chiedono soluzioni rapide e definitive per non essere lasciati soli di fronte alle emergenze sanitarie.