Si avvicina la lettura del decreto di “Dinami Civitas Mariae” – Dinami città di Maria – per la comunità del centro vibonese. La lettura del documento del vescovo è attesa per sabato 9 maggio a Paravati, all’interno dell’evento in cui verrà presentata la monografia interattiva sui santuari calabresi e lucani.
Il riconoscimento accentuerà un legame secolare e già profondissimo: quello tra gli abitanti del posto e la Madonna della Catena (la cui venerazione si estende, tra l’altro, all’intero circondario e non solo). La denominazione porta con sé anche altre sfumature: il sito delle Preserre vibonesi rientrerà tra i luoghi accoglienti – specie verso i più deboli – e inclusivi che seguono l’esempio di Maria.
Un risultato importante, ottenuto grazie a un lavoro sinergico tra l’Amministrazione comunale e la Parrocchia.
In ambito religioso è stato decisivo il lavoro dell’ex parroco, don Rocco Suppa – coordinatore dei santuari diocesani – che, con uno studio pluriennale, ha approfondito la storia della devozione locale per la Vergine. Il sacerdote, tra le altre cose, è riuscito anche ad attestare che il culto legato a questo titolo mariano è precedente al celebre “miracolo delle catene”, avvenuto a Palermo nel 1392.
Questi dettagli sono inseriti all’interno del testo che, come predetto, sarà presentato nei prossimi giorni e ha una specificità: è un libro interattivo; consente cioè, inquadrando i QR code presenti, di vedere video o aprire siti inerenti ai luoghi sacri trattati.
La raccolta è stata curata da Giustina Aceto, docente per i santuari mariani presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum (Roma) e referente per la Pontificia Academia Mariana Internationalis (PAMI – Santuari) per la ricerca santuariale.
Il sindaco, Antonino Di Bella, ha commentato la gratificazione: «Un momento di alto valore simbolico e istituzionale – ha affermato – che riconosce e rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e la sua tradizione religiosa e culturale. Tale riconoscimento non rappresenta soltanto un elemento identitario – ha concluso – ma anche un’opportunità di crescita e di promozione del territorio in una prospettiva più ampia».