Uno dei beni storico-culturali identitari di Dinami, Palazzo Scarano, torna al centro del dibattito nell’area delle Preserre vibonesi. Ormai da settimane, infatti, diversi cittadini stanno segnalando le gravi criticità dell’immobile, con ripercussioni anche sulla sicurezza.
La struttura ha un importante valore urbanistico per il centro storico del paese ed è legata alla famiglia Scarano, storicamente influente nella zona. Proprio nella via che porta il loro nome sorgono due edifici separati da una strada. Entrambi mostrano chiari segni di deterioramento e i residenti hanno segnalato distacchi di calcinacci e pietre.
Da oltre un quinquennio, al fine di contenere il fenomeno di cedimento, tra i due immobili è stata installata una struttura in legno, che però non ha risolto il problema (e che, tra l’altro, limita il passaggio di luce e aria alle abitazioni confinanti).
Il rischio principale resta però quello legato alla sicurezza, con diversi reclami fatti pervenire al Comune. Il sindaco Antonio Di Bella ha chiuso il tratto interessato dal disagio, ma al contempo ha evidenti limiti di intervento sulla questione: il palazzo, da alcuni anni, è infatti diventato un bene demaniale, vale a dire un bene appartenente allo Stato.
Questa evoluzione ha comportato conseguenze rilevanti: tutele particolari previste per legge e specifiche regole pubbliche — spesso anche vincoli della Soprintendenza — per qualsiasi eventuale intervento. Tra burocrazia e valore dello stabile, insomma, ogni provvedimento appare tutt’altro che imminente (con tutti i rischi che questo comporta).
«Mi sono recato personalmente all’Agenzia del Demanio — ha dichiarato il primo cittadino, interpellato sulla vicenda — e sto aspettando una loro risposta. La situazione è molto intricata».
Tra gli abitanti del posto c’è un diffuso malessere anche per una dimensione prettamente religiosa: la seconda domenica di luglio, nel borgo montano viene festeggiata la Madonna della Catena, una celebrazione molto sentita non solo dai fedeli locali ma anche nel circondario. Tra le aree interessate dal percorso della statua della Vergine c’è anche via Capitano Scarano. Se la situazione dovesse persistere, l’itinerario della processione subirebbe una modifica sostanziale: non una buona notizia per quanti attendono il simulacro davanti alle proprie case per rendergli omaggio, ma anche per la tradizione e l’identità del percorso stesso.