Nik Spatari, il pioniere dell’arte che ridisegnò la Calabria. A Dasà il libro che lo racconta

Martedì la presentazione dell'opera di Caterina Malfarà Sacchini, che dialogherà con lo storico dasaese Franco Luzza

Nik Spatari, il pioniere dell’arte che ridisegnò la Calabria. A Dasà il libro che lo racconta
Martedì 8 luglio, nella chiesa matrice di Dasà a partire dalle ore 19:00, sarà presentato il libro “L'arte che salva uomini e territori - Il caso di Nik Spatari”, di Caterina Malfarà Sacchini.
“L'intento – si legge nella descrizione del volume fornita da Libritalia, la casa editrice che ha pubblicato il volume e tra gli organizzatori dell'evento – è dimostrare come una terra, viva e brulicante ma al contempo difficile, e arginata nella banalità episodica di pregiudizi, possa riuscire ad esprimere sé stessa attraverso la condivisione della bellezza che salverà il mondo”.
Nik Spatari, originario di Mammola, è stato un pittore, scultore e architetto italiano. Ha realizzato numerose opere: il suo progetto più importante è stato il museo-laboratorio d'arte contemporanea Musaba – che figura tra i promotori dell'iniziativa assieme a Calabria Guida Turistica – realizzato nello spazio che ospitava l'ex Monastero di santa Barbara (sempre nella città che gli ha dato i natali).
Parte delle creazioni, collocate in un'area di sette ettari, sono visibili dalla strada statale 682. Per notare la creazione più importante bisogna invece raggiungere il sito: in una chiesa, definita “la Cappella Sistina calabrese”, c'è infatti il sogno di Giacobbe, un gigantesco dipinto tridimensionale lungo 14 metri.
Ulteriori aneddoti e particolari di Spatari saranno verosimilmente raccontati dall'autrice, che dialogherà con lo storico dasaese Franco Luzza.