Il primo cittadino di Dinami, Antonino Di Bella, ha annunciato di aver inviato al sindaco di San Pietro di Caridà, Caterina Gatto, una proposta di confronto istituzionale sulla possibilità di unire i due Comuni.

«Non è una decisione già presa – ha specificato l’amministratore – né una scelta imposta. È una riflessione sul futuro della nostra comunità. Di fronte allo spopolamento, alla diminuzione delle risorse e alla necessità di garantire servizi sempre più efficienti – ha proseguito – credo sia doveroso valutare ogni opportunità che possa assicurare un domani migliore a Dinami».

Dinami e San Pietro di Caridà sono letteralmente attaccati: le due sedi municipali distano solamente 2 chilometri e, in un certo senso, “condividono” Monsoreto, dove a dividere i centri c’è un semplice marciapiede. Una differenziazione solo burocratica, però, visto che, come sottolineato dallo stesso capo dell’esecutivo, «ci uniscono persone, famiglie e una comunità che vive il territorio ogni giorno».

L’iter amministrativo previsto in questi casi, che comprende anche il referendum consultivo tra i cittadini dei Comuni coinvolti, verosimilmente non farebbe altro che certificare una realtà che, di fatto, esiste già. L’atto finale, dal punto di vista giuridico, è una legge regionale che istituirebbe il nuovo Comune nato dalla fusione.

I cittadini dei due siti, messi insieme, sarebbero poco più di 2.500. Tra le decisioni da prendere, infine, ci sarebbe anche quella relativa all’area di appartenenza: Dinami fa parte della provincia di Vibo Valentia, mentre San Pietro di Caridà appartiene alla Città metropolitana di Reggio Calabria. Una decisione importante, ma attualmente lontana nei tempi.

Intanto, diversi cittadini di Dinami, sui social, stanno manifestando apprezzamento per l’idea.