Le stazioni di servizio ubicate nelle Preserre vibonesi sono state letteralmente prese d’assalto nelle ultime ore da conducenti di veicoli allarmati dalla presunta interruzione dei rifornimenti, conseguente alle proteste contro il caro carburante in Calabria.
Ad innescare il tutto è stato un rapido passaparola alimentato da messaggi e chiamate, che ha spinto numerose persone a pensare che il blocco di alcune autocisterne nel Vibonese potesse avere ripercussioni dirette anche nell’area dell’Alto Mesima, alimentando così il timore di rimanere a secco una volta esaurite le scorte già presenti sul territorio.
La notizia si è poi rivelata falsa, visto che, poco dopo la mobilitazione, alcuni cittadini avevano già notato il passaggio di alcune autobotti. I manifestanti, inoltre, hanno raggiunto nelle scorse ore un accordo con la Questura, assicurando il passaggio quotidiano di autocisterne e scongiurando così una completa interruzione dei rifornimenti.
La vicenda è comunque da tenere sotto controllo: alcune richieste di approvvigionamento avanzate dai gestori dei distributori stanno subendo ritardi dovuti alle manifestazioni predette, mentre non è da escludere a priori un blocco ai confini della regione.
«Io arrivo dalla Sicilia – ha sostenuto un operatore che ha preferito rimanere anonimo – e attualmente riesco a reintegrare le scorte di carburante, ma da più parti stanno sostenendo che la protesta potrebbe bloccare anche le autocisterne provenienti dall’altra parte dello Stretto; in quel caso, arrivare qui sarebbe davvero impossibile».