Assistenza pediatrica assente, sindaci in pressing sull'Asp di Vibo Valentia

Acquaro, Arena, Dasà, Dinami e Fabrizia uniti nella richiesta di un servizio minimo per i bambini del territorio

Assistenza pediatrica assente, sindaci in pressing sull'Asp di Vibo Valentia
In una lettera destinata ai vertici dell'Asp di Vibo Valentia, firmata congiuntamente dai sindaci di Arena, Dasà, Dinami e Fabrizia, e dal commissario straordinario del Comune di Acquaro, i rappresentanti delle istituzioni tornano nuovamente a sollecitare l'azienda sanitaria in merito all'assenza di un pediatra sul territorio. La missiva è breve, ma densa di riferimenti espliciti e concreti.
“Stante la mancanza di una riorganizzazione del servizio pediatrico, anche una volta a settimana – si legge in un passaggio – siamo preoccupati che tale stato possa creare non pochi disagi alle famiglie costrette a ricorrere al Pronto soccorso. Ogni sforzo per decongestionare il più importante servizio medico di emergenza e urgenza – continuano – verrebbe così vanificato, rendendo il Pronto soccorso l’unica possibilità di assistenza per i nostri più piccoli concittadini”.
Parole chiare, che non lasciano spazio a interpretazioni. Una preoccupazione che, per gli amministratori, deve essere almeno attenuata, “attraverso la predisposizione di un servizio minimo, non più rinviabile e più che mai utile alla medicina del territorio”. La missiva si conclude poi con la disponibilità a collaborare per sensibilizzare la popolazione sulle gravi difficoltà affrontate dall'Asp, ma anche con la richiesta di essere coinvolti nei processi decisionali che riguardano i Comuni.
L'assenza di un medico per bambini nel territorio indicato è un problema che attanaglia ormai da mesi le famiglie. Diverse mamme hanno protestato nei giorni scorsi davanti alla sede dell'ente a Vibo Valentia e, recentemente, hanno manifestato la volontà di mettere in atto una nuova contestazione (questa volta accompagnate dai figli). Le amministrazioni locali – la missiva in tal senso è una prova plastica – condividono ansie e apprensioni dei genitori. Tuttavia, almeno per il momento, dall'altra parte non sembrano giungere soluzioni a una criticità che coinvolge all'incirca 600 bambini, e che, con il passare del tempo, sta assumendo sempre più i contorni di una vera e propria emergenza.