Sanità, stretta nelle Preserre: un medico per tre comuni
La terna commissariale dell'Asp accorpa le guardie mediche di Acquaro e Arena prima della fine del mandato. Scoppia la polemica: territori scoperti e sindaci non coinvolti
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Colpo di coda della triade commissariale dell’Asp di Vibo Valentia, che, prima di concludere il mandato di diciotto mesi (dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose), ha ridisegnato l’organizzazione delle guardie mediche nella provincia.
Nella delibera, datata 8 aprile, viene evidenziata la carenza di personale medico, ma anche la volontà di non chiudere nessuna sede e garantire “la qualità del servizio attraverso l’ottimizzazione delle risorse”.
Ed è proprio quest’ultimo punto a toccare da vicino i centri delle Preserre vibonesi. L’ottimizzazione delle risorse passerà infatti dagli accorpamenti di alcuni presidi, con le prestazioni che saranno distribuite su giorni alterni in più centri.
Nel dettaglio, la Guardia medica di Acquaro andrà in coppia con quella di Arena. Concretamente, questo porterà il medico di turno a essere nello studio di Arena ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dovendo però assistere, in caso di necessità, anche i cittadini di Acquaro e Dasà. Viceversa, il professionista di turno, il martedì e il giovedì, si recherà nella postazione di Acquaro, ma all’occorrenza sarà chiamato a recarsi, oltre che a Dasà (già di sua competenza), anche ad Arena.
Stesso ragionamento per il sabato e la domenica: il primo e il terzo weekend di ogni mese la sede operativa sarà Arena, mentre nel secondo e nel quarto sarà Acquaro.
Resta da capire come un solo dottore possa coprire una zona che, considerati i tre siti interessati (Acquaro, Arena e Dasà), si estende per oltre 15 chilometri, con evidenti criticità anche nella viabilità.
Intanto a Vibo è stata convocata un’urgente conferenza dei sindaci per lunedì 13 aprile. Secondo le ricostruzioni, l’Asp avrebbe accennato ai primi cittadini l’intenzione di riorganizzare le guardie mediche, senza però sottoporre loro alcuna proposta. Nella decisione presa, dunque, i sindaci non sarebbero stati coinvolti.