Guardie mediche, l’Asp frena sulla riorganizzazione: stop all’accorpamento Acquaro-Arena

Congelata la riforma che avrebbe unito le due sedi. Al via nuove procedure per reperire medici e garantire i servizi sul territorio

Guardie mediche, l’Asp frena sulla riorganizzazione: stop all’accorpamento Acquaro-Arena
Passo indietro dell’Asp di Vibo Valentia sul progetto di riorganizzazione delle guardie mediche. L’Azienda sanitaria ha infatti deciso di sospendere il piano che avrebbe modificato l'assetto di diverse postazioni di continuità assistenziale sul territorio provinciale, rinviando ogni decisione a una fase successiva.
La scelta è stata formalizzata dal commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito, che ha congelato gli effetti del provvedimento approvato nei mesi scorsi. Alla base della decisione vi sono le difficoltà emerse durante il confronto con operatori e amministratori locali, oltre alla necessità di individuare soluzioni più sostenibili per garantire il servizio.
Il progetto, per quanto riguarda le Preserre vibonesi, prevedeva l'accorpamento della guardia medica di Acquaro con quella di Arena, con un unico dottore ad occuparsi di tutta l'area (che comprende anche Dasà). Una misura nata per fronteggiare la cronica carenza di professionisti, ma che aveva suscitato forti perplessità per le possibili ricadute sull'assistenza e sui tempi di intervento.
In attesa di una nuova organizzazione, le sedi attualmente operative continueranno a funzionare in base alle risorse disponibili. Quando non sarà possibile assicurare la presenza di un medico, gli utenti saranno indirizzati verso il presidio più vicino.
Per rafforzare il servizio, l'Asp punta ora al reclutamento di nuovi professionisti attraverso una procedura pubblica che consentirà di assegnare incarichi temporanei e sostituzioni. Sul tavolo anche l'ipotesi di riconoscere compensi aggiuntivi ai medici chiamati a coprire situazioni di emergenza in sedi prive di personale.