Nei giorni scorsi, San Pietro di Caridà ha ospitato la seconda presentazione del libro di Maria Josè Rottura, L'urlo del silenzio. Dopo la tappa di Dasà, nella prima decade di agosto, la scrittrice ha incontrato i cittadini del centro reggino, con i quali condivide legami affettivi, essendo il paese che ha dato i natali a sua madre.
Il tavolo dei relatori, oltre all'autrice, prevedeva la presidente dell'associazione La Fenice, Rita Maria Sgrò, e la sindaca Caterina Gatto.
Quest'ultima, oltre a porgere i saluti istituzionali, ha commentato l'opera, rimarcandone il valore dei contenuti e il coinvolgimento emotivo che trasmette. La prima cittadina ha anche letto un breve estratto di un testo che l'ha particolarmente colpita: il titolo è “J” e in esso l'autrice parla dei “reietti”, ossia di quelle persone respinte, emarginate e ripudiate dalla società.
A dialogare con Rottura, commentando la sua raccolta di poesie, edita da Aletti, è stata invece Rita Maria Sgrò. «Sono davvero orgogliosa del successo della presentazione del libro di Maria Jose Rottura», ha commentato la volontaria. «Come presidente dell'associazione La Fenice – ha continuato – desidero rivolgerle i miei più sinceri complimenti, perché il suo talento è tangibile tanto quanto la passione per la scrittura che emerge dalla sua opera.
Siamo onorati che siamo stati proprio noi a prenderci cura di questo importante evento, perché crediamo fortemente nella cultura come elemento di crescita, di confronto e di riscatto. È stata una grande emozione – ha proseguito Sgrò – vedere una partecipazione così numerosa e sentire tutto l'affetto che il pubblico ha riservato a Maria Jose. A lei vanno ancora i miei complimenti per il talento, la sensibilità e le emozioni che ha saputo trasmettere attraverso il suo lavoro e la sua splendida personalità. Le auguro con tutto il cuore che questo sia soltanto il primo di tanti, tantissimi successi. Come La Fenice – ha concluso – continueremo a sostenere e valorizzare iniziative che mettano la cultura al centro della nostra comunità».
Parole al miele, ricambiate a sua volta dalla poetessa: «Sono davvero felice di aver portato una parte di me in questa piccola ma unita comunità», ha asserito Rottura. «San Pietro di Caridà è stata la casa dei miei nonni e di mia madre ed essere lì mi ha fatto conoscere un affetto e un'identità comunitaria ai quali sono orgogliosa di poter appartenere. Ringrazio inoltre l'associazione culturale La Fenice e la sua presidente – ha concluso – che, con affetto, pazienza e dedizione, ha curato una serata intensa ed emozionante, in cui ho potuto esprimere tutto ciò che sentivo con fiducia e facilità, sentendomi a casa».