Temperature ancora elevate e preoccupazione per le condizioni di viaggio e permanenza a scuola di bambini e ragazzi. È questo il motivo che ha spinto il sindaco di Dinami, Antonino Di Bella, a rivolgersi alle autorità scolastiche e regionali chiedendo di valutare un possibile posticipo dell’avvio delle attività didattiche.

In una lettera indirizzata alla presidenza dell’Istituto Comprensivo di Acquaro, all’assessore all’Istruzione della Regione Calabria e all’Ufficio Scolastico TerritorialeProvveditorato agli Studi, il primo cittadino sottolinea come le temperature che stanno interessando in questi giorni il territorio possano provocare «notevoli disagi alla popolazione scolastica».

L’Istituto Comprensivo di Acquaro comprende infatti anche i plessi di Dinami e Monsoreto, frequentati da studenti provenienti dai centri principali e da diverse frazioni. Tra queste vengono indicate Umbro, Boscoreggio, Melicuccà e San Pietro di Caridà, con numerosi alunni che ogni giorno devono affrontare spostamenti da e verso le proprie abitazioni.

Una situazione che, secondo l'amministratore, merita particolare attenzione soprattutto in considerazione della presenza di bambini più piccoli e delle condizioni climatiche ancora caratterizzate da temperature particolarmente alte.

Di Bella chiede quindi alle istituzioni competenti di valutare la possibilità di posticipare l’inizio delle attività didattiche al 1° ottobre oppure, qualora questa soluzione non fosse praticabile, di prevedere almeno un rinvio al 22 settembre.

La richiesta, precisa il capo dell'esecutivo, nasce esclusivamente dall’esigenza di garantire «condizioni adeguate di tutela, sicurezza e benessere» agli alunni e al personale scolastico. Non si tratta dunque di una proposta legata a esigenze organizzative, ma di una sollecitazione motivata dalle condizioni climatiche e dai possibili disagi che potrebbero derivarne.

Nella missiva, la guida politica del centro vibonese riconosce inoltre che la definizione del calendario scolastico è disciplinata da precise norme e attribuzioni istituzionali. Proprio per questo, la richiesta viene formulata come un invito alle autorità competenti a valutare attentamente la situazione e l'eventuale necessità di adottare provvedimenti straordinari.

«Nell’interesse dei nostri bambini, dei ragazzi, delle famiglie e di tutto il personale scolastico», è in sostanza il senso dell’iniziativa del sindaco, che manifesta la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni.